Wednesday, 6 April 2022

Consigli di su cesso

Vi vedo orbitare, ciechi e orbi, in cerchi circensi,
assueffatti e sgorbi da fumi e incensi rarefatti 
nell'acre vento pure del fetore intriso 
freddo e puro di fiumi di parole 
che nel candido sanitario a spirale distanti 
vanno a morire ,e voi con loro.

Friday, 3 January 2020

Base naturale

la musa si abbronza nel fango 
e canta con voce da dea
"poesia è eviscerare la teatralità
dei momenti di alterco dell'anima"
mentre incerto se sia euclidea
infioretto la scarna geometria
innestando germogli di frattali
nel cilindro cavo di quotidianità.

Thursday, 2 January 2020

La soglia

Sulla soglia ho alzato 
più 
e più
volte 
il braccio esitante, insicuro 
se bussare o fiondarmi a tempesta. 
Scelgo una lenta ma decisa 
spinta, 
mi intralcio un 
poco nello stipite perché 
non del tutto 
spalancata è 
la porta. 
Sembrano passati secoli e al contempo è già tutto finito. 

Con la stessa trepidazione 
anche la gamba tentennava e temeva 
il varcare la soglia, 
forse faceva eco 
al braccio o 
forse è tutta una nuova paura 
che mi sta crescendo 
dentro. 

Sono a metà, 
mezzo corpo nel futuro, 
mezzo nel passato. 
L'impeto non è stato enorme, non rotolo dentro, ma nemmeno troppo 
circospetto da bloccarmi. Unisco i piedi 
oltre. 

Alzo il capo e cerco... 
cosa stavo cercando?  
cosa cerco?



Come mediocrità richiede, nell'amore delle scale di grigio, la mia vita non è stata l'esplosione di conflagrazioni esotermiche dell'avventura, ma nemmeno la bonaccia quiete e calma da elettrocardiogramma tabula rasa.
In retrospettiva, a valle ma ancora in itinere lontano dall'estuario, posso dire che qualche valico l'ho passato.
Eppure, con razionalità alla mano, non riesco a non ammettere che questo prossimo sia il più [inserisci aggettivo titanico].
Sarà l'interpretazione ciclica, sarà il facile auto-avverarsi di una profezia di questo tipo, sarà pure che è il focale nodo dell'esistenza, ma questa volta è BAM.

A pensarci bene la nascita è la concretizzazione dell'Alfa e dell'Omega, la quintessenza del team-play con il più pesante passaggio di testimone che fa impallidire ogni fiaccola olimpionica.
Come un tedoforo cieco e sordo mi dirigo a consegnare la fiamma che non ho mai visto, ma ho sempre usato, abusato, sperperato.

Gli scenari di una mente immaginativa come la mia si sono di colpo centuplicati. Il diagramma logico, ad albero, di flusso... il diagramma è esploso in avanti, con tentacoli che si protraggono a piovra verso il futuro.
L'idra del mio essere grida.
E le grida si moltiplicano, o muoiono sul nascere, o inesorabili inneggiano nel mio cranio e nel mio corpo e lì, nel mezzo, io ho paura e coraggio, una lacrima in un occhio e il sogghigno nell'altro.
Temo e sono temuto, mi spavento e mi incoraggio e so che tutto è inutile, che nulla esiste e che niente è niente.

Ma quale tautologia migliore della vita che si fa legione e, a falange di lacrime e sangue, si scava il suo posto tra il vacuo e l'oblio?

Monday, 26 August 2019

I manganelli sotto l'alloro

Si posa leggero
sull'esile ramo e le colorate
piume muove allegro
mentre il mio  orecchio già  si protraeva
impaziente di udire
il chiaro canto estivo espandersi
nell'aria d'oro.
Proprio ora l'uccello la schiena inarca e
fauci,
non becco,
zanne luccicanti
e di sangue
gli occhi iniettati,
grida un gemito
quasi ruggito
quasi pugnalata
che ghiaccia il cuore
e le vertebre spezza.

In agonia, tradito mi accascio.

Tuesday, 12 March 2019

Profondo pro forma

Profondità sulla superficie.


La strada che porta  al nuovo parte da già percorsi percorsi. La deviazione  è successiva, o forse più in profondità. Spero.

Monday, 11 December 2017

Buone Sieste


Quei giorni che sembrano 
un paesaggio mozzafiato
praterie di sorrisi, radure di canzoni,
fiumi di dolci in vallate di pasti.
Come manierismo che sfora in plagio,
vado con un altro assaggio che tanto
la bilancia sostiene anche un carro
o una slitta  rennata di doni.

Mozzafiato, sì, quasi strangolante
come il boccone troppo grande,
l'assaggio che riempie il pieno
il "dal primo gennaio farò dieta"
e intanto le conti sulle dita
le volte che tutto questo è servito,
questi miti e credenze che ti serve
il  cameriere laureato.



Friday, 24 November 2017

Sonata chiusa

Sonata Chiusa

Scivolavano le dita  sulla scacchiera distorta,
lente acceleravano e sempre più forte
l'impeto di mille martelli su corde
la cattedrale costruiva  di suono in basalto.
Un tocco più in alto, una sequenza profonda,
una colonna, un'arcata, un colpo di calce,
gira la pagina e proseguon le sbarre:
grembo di sovrumane opere e di loro 
falce.





Perifrasi o parafrasi, per farsi salvi e non prevalsi:
non solo scrittura, qualsiasi forma scagiona il tumulto più intimo e, al contempo tetro, lo confina nella finitezza temporale e del mezzo.
Non c'è tragitto completo, senza sobbalzi e fermate, lo stesso mezzo che trasporta lungo il percorso, rinchiude e intrappola durante il viaggio.

Tuesday, 21 November 2017

Eden, o il troncarsi endemico del pianto della pianta

La lama corteggia la corteccia,
il dolore scende alle radici,
e sale al cielo per rami e foglie.
Il vento distoglie l'udito
mentre tra fronde sibila rettile,
mentre il nome inciso sul tronco
sigilla il sentimento che ora arde
e tra gli anelli di anni si perde.

Tuesday, 10 October 2017

oggi

ora è come altri giorni
di lento respirare mentre cellule
ammassate respirano
l'agonia che è la vita.
mi trascino senza ritmo
senza rime o melodie
in un antro metallico su ruote
e guido verso casa.
che suono emettono gli altoparlanti?
colpi distanti d'incidenti su strada
o scelte acustiche per rimarcare
il fallimento dell'ascoltatore?
la strada serpeggia, a volte dilaga
dilatata e tortuosa nella mente
un po' annebbiata dalla  birra
con cui sociale mi sono abbeverato.
eccolo, il lume alla finestra di casa,
il faro nella nebbia
la carota per il mulo
lo squarcio di salvifica luce nel muro.

Monday, 2 October 2017

Con spallate

Con spallate dal basso in alto
si sospinge tra la fluida folla
di discordanti voci
dissodate radici
diffratte luci da vuoti gusci
di fragili noci assenti.

Esperimenti sulla postura
non arcuata e sicura
nel silenzio della camera
non avezzo alle lenti
telescopiche degli occhi
o microscopiche delle camere.

Chimeriche immagini
tanto fragili quanto voragini
poco verosimili e molto
tragiche
fluiscono negli ultimi istanti
come onde sul sipario.

Il corridoio si illumina
di falsa luce bianca
mentre il passo arranca
verso la sorgente sopra il palco
sopra il patibolo fisso
l'apice del fondo: l'abisso.





Possono la preparazione e la sicurezza spingere contro la corrente dell'incapacità? Quando l'attenzione è fissa e dell'enorme parabola tu sei il fuoco, allora l'autocombustione spontanea in un cumulo di macerie e traumi è vera.
Ho cercato di descriverlo.

Tuesday, 29 August 2017

sguardo indietro




fossili
come bossoli
di missili,
torsoli
al crepuscolo
che frivolo
carico
in cumuli
di tumuli
umili.

Friday, 21 July 2017

Giro di vite per il giro della morte

Nella vita sociale si parla spesso di punto di non ritorno, quando un'azione provoca conseguenze irregredibili. Un esempio è il suicidio.

Nella vita dell'universo, però, il concetto di punto di non ritorno è qualcosa di molto più perfezionato e definito. Entropia, Big Bang, Singolarità, bla, bla, bla.
Sembra strano pensare che la nostra vita, per quanto muovendosi a scale temporali e spaziali nel continuo e, in un certo senso, basata su fenomeni (emergentemente) quasi adiabatici come la crescita e i cicli solari/stellari, sia comunque esistente per via di una o molte singolarità (non molto singole).

Visto che questo blog è di poesia, volevo condividere con voi l'immagine che questo concetto mi suscita.

Le vite ciclano sempre, con punti di non ritorno.

PS: la parte del suicidio è riferita a Chester Bennington, calmi col 911.




Monday, 19 June 2017

Metanfore

Come bradipi di amianto portiamo la fine
in scodelle di cocci incollati a sputi 
con  dessert di merda riscaldati 
nelle fiamme false di un micronde. 
Come similitudini di metafore 
vomitiamo lettere
come vuote anfore 
rieccheggianti di chiacchiere.
Nemmeno a tagliar la corda 
ci riesce un un taglio netto
e il sospetto non smette di dare di  matto in petto
martellando fiotti di tattiche coppie di consonanti 
che altisonanti sfuggono 
nel timido attimo di un pàlpebreo battito.

Friday, 16 June 2017

Se celere rallenti

Se celere rallenti
accecato dall'oscurità
e tremulo l'appiglio
indeciso afferri,
se spavaldo ti nascondi
tra cespugli di cemento,
braccato predatore
che nuota nel deserto.
Allora unico e normale 
il dado ti ha progettato:
un pesce d'acqua dolce
che drogato è di sale.
La vita è la morte
di cose che non esistono
e il respiro è strozzarsi
con aria che ci schiaccia,
gli opposti sono braccia
che a turno mi colpiscono
e scudo fanno insieme
in separate mischie.









[Dualismi, dicotomie, opposti. Non esistono i bianchi e i neri se non negli anni '30 o sulle scacchiere.
In una realtà taoistia a 64bit di colori, la salvezza è deragliare dai binari in base 2.]

Friday, 9 June 2017

Termodinamica, Termopili e altri ricorsivi concetti ellenici.

Lo strano caso del giròvago
che torna all'origine ergodico
mi suscita un certo deplorevole
sogghigno ferale in viso.
Al contempo io stesso a tentoni
vado annusando anfratti curiosi
mentre cauto scanso l'indeciso
e mi aggrego ad opliti compatti.
Derido il cangiante
di panta rei mi candeggio 
e spente le vorrei
le luci che immancabile accendo.

Wednesday, 24 May 2017

Tremi e taglia

Tremo

la campagna tagliata
come burro da lama
mentre singhiozza
su rotaie binarie
uno, zero, uno, zero,
trasporto d'informazioni
in crani dalle orbite
ostruite da occhi
che girano e girano
attorno a uno scopo
che non esiste
e illude le masse,
mentre il tuo culo resiste
in seconda classe.

Friday, 19 May 2017

Intensa offesa a mano tesa

SPESSO


Spesso come la tavola del cesso
è il fondo di bottiglia opaco
usato per zoomare sul mare
di cagate che sémini al vento.
Ma se il frate non si fa l'abito
almeno si fa il saio 
e le tue parole escono 
dall'àdito sbagliato.
Sei una pagina di libro strappata
di un tomo mai sfogliato
di un autore che grafìa sbaglia
sulla cavalcatura che scalcia e raglia.

La tua lingua bifolcuta
riportala in campagna
o nel mare solcato
da onde che pugnano
e mentre con gli occhi l'infinito fissi
inspira  profondo il silenzio degli abissi.


Una manciata di versi da dedicare ai disseminatori di chiacchiere.
A volte si mal sopportano affermazioni o opinioni o sentenze o generale ventilazione di gengive.
Ho pensato di metterla in versi la risposta scoccante da lanciare a corda tesa puntando alla gola rea di pronunciare.

Ci tengo a dirlo, in anti-autobiografica garanzia, che oggi mi è andato tutto bene e questo non è riferito in particolare ad alcuno. Ma come non devo aver finito pulire le lame per parlare di odio, così è questo. Ciao <3 

Tuesday, 16 May 2017

Tetro Tetragramma della Conoscenza

Social Network: bella definizione che viene pronunciata con disprezzo o decantata con misto di invidia e strizzata d'occhio. Una parola prettamente usata dai PR di eventi e dagli over 30.

In generale un colpo inaspettato nel progresso dell'umanità, perché 30'anni fa ci vedevamo a volare col jet pack e a controllare nano-bot nel buco del culo dei celiaci, e oggi stiamo a spiare la vita (falsa) di chi si inventa una vita (falsa) da mostrare.
Un voyeurismo tarocco e un infilare add in ogni buco di html possibile.

Fortunatamente ho compiuto gli anni di recente e ho notato un'elevata assenza di auguri rivoltimi, soprattutto paragonando altre persone che spesso vedo inondate attraverso ogni mezzo di sentiti auguri.
E ho pensato: perché?
Probabilmente sono fastidioso, dimenticabile, antipatico, odioso, e avanti col teenage drama. O forse solo non mi curo più molto della mia immagine "social". Non mi scatto foto e non le macino di effetti filtro, Non scrivo più i miei stati e i miei tweet pseudo-intellettuali col twist sarcastico in fondo che tanto aiutavano a tirare avanti i pochi sfigati che li coglievano (me in primis). In generale ho chiuso col mostrare la mia vita, vera o artefatta che sia. Ogni tanto sono "social" perchè commento sotto la closed beta di qualche gioco dicendo "send me more beta keys", ma qui mi fermo.

Quindi mi sono chiesto "cosa faccio nel tempo che, io un tempo e tutt'ora altri, occupavo a lustrare il mio lato 'social'?". Non ho trovato una vera risposta, ma ho ideato uno schema (chiamato "tetragramma" solo per giocare con la tristezza del tutto e assonarlo a "tetro"):



Prendiamo il verbo "conoscere" e diciamo che parliamo di conoscenza.
Abbiamo:

  • Forma attiva verbale che è conoscere e forma passiva che è essere conosciuto
  • Forma di azione attiva, cioè spingersi a, "voler conoscere" e "voler essere conosciuti".
  • Forme di azione passiva "conoscere" perché conosci già e "essere conosciuti" perché non fai niente, sei conosciuto e basta.
Di tutte queste:

  •  "conoscere" e basta è male (bollino rosso) perché A) nessuno conosce e basta senza prima imparare o B) uno pensa di conoscere ma in realtà è tracotante.
  • "voler conoscere" è bene (bollino verde) ed è attiva come azione e attiva come verbo.
  • "essere conosciuti" è bene, perché è la conseguenza di aver fatto qualcosa (si spera di buono) ed è passivo/passivo perché verbo e stai in soggiorno a essere conosciuto
  • "voler essere conosciuti" è male assoluto (bollino rosso) perché è attiva al fine di sè stessa. È facce false e storie incredibili, finali col botto e fare botti per attirare attenzioni.


Insomma niente, volevo solo raccontarvi come funziona col mostrarsi. Ciao.

Ah, sì, la domanda "cosa faccio nel tempo... blablabla?" : tetragrammi.

PS: io che ho anche la pagina su Facebook (come dicono i polli: la fans page) potrei cadere nel "voler essere conosciuti" e lo so perfettamente. Quindi mi odio per questo e poi mi ricordo che sono anonimo e quindi non conta molto. Ciao 2.

Friday, 12 May 2017

Se tu fossi foco

A credere in fenici sono tanti,
e crescere infelici sottostanti.

Cosa resta dei resti di sparsi tizzoni arsi,
del suono scoppiettante nell'aria comburente?
Ho visto fumo costipare con barlumi di speranza
la cenere stanca e le braci smunte
che puntano verso il basso oramai spacciate
mentre il fervore a poco a poco si decompone.
Fiamma, Fuoco e Incendio Rapace,
la reazione è finita, andate in pace.

A credere in fenici sono tanti,
e crescere infelici sottostanti.



Da tempo sto cercando le parole giuste per dire un'incudine che vive il mio cranio. Poi ho visto che è perle ai porci prenderci a sberle e dilemmi porci. 
Il primo foglio che ho trovato, giù come alle olimpiadi invernali e ho scritto tutto prima che sia tutto al suo posto: decomposto.
Mi ha spesso indispettito il "carpe diem", forse perché niente è da capire e tutto è da carpire.
Forse è una fase, ma almeno sono riuscito a buttarglici sopra una frase. O un paio.

Thursday, 9 March 2017

Soqquadro

Le righe come dighe
contengono i quadri
di memorie aleatorie
esposte al tempo ladro.

Soqquadro: qualcosa non quadra quando un quadro di quadri quasi questiona la tua quiete quotidiana.